Migranti e nuovi traguardi di vergogna dietro l’angolo

Ho sempre pensato che certi paesi della Sardegna fossero un po’ “sfortunati” per via della loro posizione, magari lontana dal mare e dal flusso turistico e che certe attitudini un po’ restie al cambiamento fossero dovute proprio all’isolamento. Invece ultimamente constato tristemente che è certa gente ad essere isolata mentalmente e, cosa ben peggiore, che si prodiga per rimanere tale: ignorante e ostile.  E’ il caso di Burcei, paese che doveva ospitare un gruppo di migranti che ha preferito mettere a fuoco la struttura che doveva ospitarli piuttosto che accogliere persone bisognose. O di Buddusò in cui è si è preferito far esplodere una bomba per distruggere un ricovero designato ad ospitare dei migranti.

Le prime considerazioni che mi vengono in mente sono che molto probabilmente gli autori di questi gesti sono noti a tutti ma l’omertà generale fa si che nessuno li denunci; la seconda considerazione è che non si rendono conto che paesi con un’economia così misera e un progressivo spopolamento  potrebbero trarre linfa vitale dall’arrivo di nuova forza lavoro, ma si sa, i sardi sono poco imprenditoriali; la terza considerazione è che questa gentaglia (perché di questo si tratta) piazza le bombe contro i migranti senza ricordarsi che probabilmente loro fratello/cognato/vicino è andato a vivere a Londra, Berlino o Milano per cercare lavoro pretendendo giustamente di essere trattato con il dovuto rispetto e che quindi tutto il mondo è paese. Non si tratta neanche di banale (per quanto osceno) razzismo, ma di un male più sottile che papa Francesco ha definito molto bene: sclerosi cardiaca, ad indicare la mancanza di sentimenti totale verso il prossimo.

E in tal senso ieri in un servizio al tg di SKy vedevo il sindaco di Novara (leghista) minacciare di piazzare barricate per non accogliere migranti e una buona fetta degli intervistati tra i cittadini sostenere che “basta immigrati perché le nostre donne non sono più sicure ad uscire per strada”. Più fastidiosa tra tutti una ragazza giovane ma conciata da donna in carriera, magicamente abbronzata a novembre e appena uscita dal parrucchiere con orride meches su carnagione marrone lamentarsi che “questi qui sono  troppi”.

Questi qui??? Facile condannare da un piedistallo di privilegi, freschi di parrucchiere e con un bel cappotto.

La mancanza di empatia e l’ignoranza di queste persone è una vergogna, la morte della civiltà.

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